Tutto quello che segue è tratto da vari libri e siti di biologia e zoologia, presenti sul mercato nazionale.
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Anellidi
Sono i più semplici Metazoi dove sia presente il MESODERMA, il 3° foglietto embrionale che racchiude una cavità (CELOMA) molto estesa comunicante con l'esterno per mezzo di organi escretori (NEFRIDI). Nel corpo si differenzia una regione anteriore o cefalica e una regione posteriore o caudale. Sono animali a simmetria bilaterale, hanno il corpo diviso in segmenti o metameri. Il sistema nervoso è gangliare e ha l'aspetto di una scala di corda.
Si dividono in 5 classi:
* Archianellidi
* Irudinei
* Mizostomidi
* Oligocheti
* Policheti che si dividono in ERRANTI e SEDENTARI.
Il phylum comprende circa 15.000 specie fra organismi terrestri, marini e d'acqua dolce e può essere ben rappresentato, nei suoi tratti essenziali, dal comune lombrico. Gli anellidi sono infatti animali dall'aspetto vermiforme, con il corpo tipicamente allungato e costituito dall'apposizione di segmenti circolari uguali fra loro. Solo il primo e l'ultimo segmento sono generalmente diversi dagli altri. Non vi è scheletro interno ma una cuticola che protegge la superficie corporea. Gli anellidi marini sono tipicamente bentonici e possono vivere muovendosi sul substrato o fissarsi su di esso all'interno di tubi. Le specie planctoniche o in grado di nuotare sono rare. Una classe importante degli anellidi è costituita dai policheti. Come suggerito dal nome, questi animali sono dotati di numerose setole inserite su appendici laterali, dette parapodi, presenti su ogni segmento. Il capo porta altre appendici con forma e funzioni diverse, deputate alla cattura del cibo ed alla ricezione degli stimoli ambientali. Solo in Mediterraneo, si contano circa 800 specie di policheti che si differenziano per forma, colore, strategie alimentari e riproduttive, habitat. Alcuni sono detritivori ed ingeriscono il sedimento per estrarne la componente organica. Altri sono predatori ed hanno strutture boccali dotate di uncini e denti chitinosi. Altri ancora, ed in particolare quelli che vivono all'interno di tubi fissati al substrato, si nutrono catturando il particolato sospeso grazie ad un apparato filtratore a ventaglio posto in prossimità della bocca. Alcune specie sono ermafrodite ma solitamente i sessi sono divisi. La riproduzione asessuata è diffusa e segue strategie diverse nei diversi organismi. La maggior parte dei policheti vive circa un anno, ma le forme di dimensioni maggiori hanno vita più lunga.
Spirographis spallanzani
Spirografo: Corpo cilindrico, spesso, assottigliato all'estremità posteriore e composto da oltre 300 segmenti. La parte più appariscente è il tubo chitinoso (raggiunge i 30 cm di lunghezza). Questo è cilindrico, membranoso e flessibile e inchiostrato di fango e di vari organismi. L'estremità anteriore porta due lobi branchiali di cui uno molto sviluppato, è composto da lunghi filamenti piumosi dal tipico andamento a spirale a più giri - sino a 6 giri -, ed arriva a 20/30 cm di diametro. I tubo è grigiastro. La corona dei tentacoli è variopinta: bruno/giallastra striata di bianco, viola e giallo. In alcuni rari casi è interamente bianca. Lo Spirografo si riproduce da Giugno ad Ottobre. I giovani si differenziano perchè hanno i due lobi branchiali non spiralati ed uguali. Alla base della corona tentacolare vi è una serie di ocelli sensibili alle variazioni dell'intensità luminosa.
Bispira volutacornis
BISPIRA: Fondali rocciosi, detritici e praterie di posidonia, da pochi metri sino a oltre 100 metri. Corpo cilindrico, un po' appiattito ventralmente e costituito da oltre 100 segmenti. Il tubo, eretto e corto (raggiunge i 15 cm di altezza), è membranoso e morbido al tatto e parzialmente ricoperto di fango. I lobi branchiali sono due, di uguali dimensioni e descrivono da 1 a 4 spire formate da numerosi filamenti di aspetto piumato (che arrivano ad una lunghezza di 4/5 cm). Il tubo è colore grigiastro; la corona branchiale ha sfumature bianche, verdi, arancione o violette. Questa specie è molto simile alle forme giovanili di Spirografo con le quali può essere facilmente confusa. Il tubo è composto da muco che solidifica a contatto con l'acqua inglobando particelle di sedimento e che cresce di pari passo con l'aumento di taglia dell'animale. Come tutti i vermi sedentari la nutrizione avviene per filtrazione.
MOLLUSCHI
Si dividono in 8 classi delle quali solo 7 presenti nel mediterraneo:
* Aplacofori o Solenogastri
* Bivalvi o Lamellibranchi
* Cefalopodi
* Gasteropodi
* Monoplacofori
* Placofori o Poliplacofori
* Scafopodi
Il phylum dei molluschi riunisce oltre ai Gasteropodi e ai lamellibranchi, ben noti, altri gruppi molto diversi, quali quello dei cefalopodi, degli scafopodi, degli antichissimi placofori. Presentano simmetria bilaterale, con corpo generalmente tozzo, articolato in capo e tronco, di regola provvisti di mantello che secerne cuticola e/o carbonato di calcio e di piede ventrale. La cavità respiratoria si trova sul margine di entrambe le sezioni, o solo sulla parte terminale del margine, sotto una piega libera del mantello. Sono di regola provvisti di branchie pennate e di radula. Il cuore è raccolto in una cavità pericardiaca. Si osservi il corpo molto compatto, l'organo locomotore di forma variabile a seconda della classe e il rivestimento del corpo, ispessito sopra il dorso fino a formare un mantello protettivo, perlopiù provvisto di scaglie, spicole, piastre o conchiglia e, inoltre, ricco di ghiandole mucipale.
* Gasteropodi: Molluschi dal capo ben sviluppato, piede a forma di larga suola atta a strisciare e, nel caso tipico, con sacco viscerale avvolto a spirale in una conchiglia. Negli opistobranchi (come le Discodoris) il sacco delle viscere e ridotto e possono mancare completamente. La bocca porta una complessa piastra mascellare cornea (radula), i cui dentelli sono importanti per la sistematica delle famiglie e dei generi. Le larve sono di tipo trocofora o, per trasformazione di questa, di tipo velinger, nel quale si distinguono la conchiglia, il piede e un velo lobato coronato di ciglia. Le uova relativamente grandi e con involucro corneo, vengono depositate in masse o in strisce sui sassi e sulle piante. Alcune specie sono vivipare.
Fra gli esemplari da ricordare ci sono le cipree (come Luria lurida, ciprea) e i nudibranchi (come Flabellina affinis, flabellina, e Discodoris atromaculata, vacchetta di mare.
* Bivalvi: La conchiglia dei bivalvi è sempre divisa in due metà separate, la destra e la sinistra, le valve, che sono unite dorsalmente da un legamento cardine. Le valve della conchiglia sono secrete dalle pieghe laterali del mantello che si alzano sul dorso e avvolgono il corpo. Il capo è ridotto; il piede è molto sviluppato, ma adattato più per scavare che per strisciare. Sotto il mantello si trovano due paia di larghe branchie lamellari che si dipartono anch'esse dal dorso. Tutti i bivalvi si nutrono di plancton. La parte interna del mantello e le branchie sono ricoperte di ciglia vibratili, le quali producono una corrente d'acqua che passa attraverso le branchie, dall'interno verso l'esterno. Vengono cosi filtrate minute particelle(alghe planctoniche, detriti) che avvolte di muco sono trasportate per mezzo del movimento ciliare alla bocca. I bivalvi per la maggior parte, scavano nella sabbia o nel fango, oppure si fissano con la secrezione di una ghiandola del piede agli scogli e alle banchine dei porti ( cosiddetto Bisso del mitilo). Alcune specie crescono con una valva della conchiglia fissata su pietre (Ostrica). La conchiglia dei bivalvi consta, come quella dei gasteropodi, di uno strato cuticolare esterno, il periostraco, che si stacca rapidamente nelle forme morte; a questo punto fa seguito uno spesso strato calcareo, diviso in molti bivalvi in uno strato esterno a struttura prismatica e uno interno madreperlaceo. Corpi estranei penetrati accidentalmente sotto il mantello vengono inclusi in questa sostanza madreperlacea e diventano cosi perle. Nel mediterraneo non si rinvengono molluschi con perle di valore commerciale come avviene nelle conchiglie perlifere dei mari tropicali. I bivalvi hanno prevalentemente sessi separati. Dall'uovo schiude una forma larvale velinger o trocofora, molto somigliante alla larva degli anellidi, ma con conchiglia bivalve già situata dorsalmente. Quasi tutti i bivalvi più grandi sono commestibili sia crudi sia cotti e rappresentano una parte importante della pesca costiera. Si deve però essere molto cauti nel cibarsi dei bivalvi crudi provenienti da acque di porto perchè essi, nutrendosi di plancton, filtrano e raccolgono dall'acqua tutto il materiale in sospensione e con questo anche germi patogeni e putrefatti. I bivalvi morti(sono tali quando la conchiglia rimane aperta) si decompongono in poche ore e possono allora essere velenosi.
* Cefalopodi:Sono animali vivaci e agili che esternamente hanno poco in comune con gli altri molluschi. Nella struttura del corpo ricordano soprattutto i gasteropodi, il loro sacco delle viscere però non è generalmente avvolto a spirale, ma disteso. La cavità del mantello, con le branchie e l'apertura anale, si trova sulla parte ventrale. Il piede è trasformato in un sifone, il cosi detto imbuto. Espellendo con forza l'acqua dalla cavità del mantello attraverso l'imbuto, essi possono muoversi velocemente nuotando all'indietro. Sempre attraverso l'imbuto, in caso di pericolo, viene espulso il contenuto della ghiandola dell'inchiostro, il cui dotto sbocca vicino all'ano. Questa tasca contiene una sostanza scura (color"Seppia") che intorbida l'acqua per un largo tratto. Occultato da questa nuvola opaca, che all'assalitore da l'illusione di una preda, il calamaro può fuggire inosservato. il capo dei cefalopodi porta otto/dieci tentacoli molto mobili, muscolosi, con una o più serie di ventose usate per ritenere le prede; tali ventose, nelle forme di fondo, sono usate anche per l'attacco al substrato. Al centro della corona dei tentacoli si trova la bocca armata di mascelle cornee a forma di becco di pappagallo. Nel capo dei cefalopodi sono molto appariscenti i grandi occhi globosi, somiglianti per la struttura a quelli umani. Al possesso di organi visivi cosi fatti è legato il comportamento vivace e inquieto della maggior parte dei cefalopodi. Questi animali sono capaci di un continuo cambiamento del colore del tegumento. Ogni piccola eccitazione produce macchie scure, chiare e strisce pigmentate nere, rosse e gialle, le quali si uniscono in disegni che scompaiono poco tempo dopo. Il cambiamento di colore qualche volta continua per alcune ore anche dopo la morte dell'animale. I cefalopodi hanno sessi separati. L'accoppiamento avviene in modo particolare: Il maschio introduce una vescicola spermatica avvolta in una massa gelatinosa per mezzo di un suo tentacolo nella cavità del mantello della femmina, da dove gli spermi raggiungono l'apertura sessuale. L'accoppiamento è preceduto dalla danza nuziale che si protrae spesso per alcune ore, e che termina in un attorcigliamento furioso, durante il quale il maschi trasferisce la vescicola spermatica. Le uova, relativamente grandi, si sviluppano, senza stadio larvale, direttamente in giovani cefalopodi.
Luria lurida
Ciprea: Conchiglia grande, piriforme allungata, quasi cilindrica, liscia. Stoma e parte superiore del canale molto ampi, dentellati su entrambi i lati. La spira, arrotolata, è coperta da una callosità, ma anche nelle conchiglie sviluppate è ancora riconoscibile. Colore variabile tra il marrone e il grigio, spesso con due bande più chiare; sulle estremità di colore arancione vi sono due macchie nere. E' presente sui fondi duri secondari e sui fondi molli. Rara.
Flabellina affinis
Flabellina: Ha forma allungata, quasi vermiforme, ed è sprovvista di conchiglia come in tutti i nudibranchi. Lunghe appendici dorsali sottili. Rinofori con lamelle anulari. Medie dimensioni. Colore violetto con ghiandola digerente rossa trasparente. Parte dell'apparato digerente si introduce nelle papille dorsali: qui vengono raccolte le cellule urticanti degli idoidi di cui questo animale prevalentemente si nutre e sui quali solitamente si trova a pascolare. Capo, antenne ed estremità delle appendici più scuri e punteggiati di bianco in alcune zone. Diffuse, ma non comune, nel piano fitale della costa rocciosa, e sulle alghe delle zone portuali inquinate. Periodo di riproduzione MArzo-Maggio. La specie, lunga fino a 4 cm, è piuttosto comune in ambienti rocciosi fino a 50 m di profondità.
Discodoris atromaculata
Vacchetta di mare: È un nudibranco di dimensioni relativamente grandi (circa 7 cm). Genere molto appiattito. Noto sottilmente granulato. Branchie con tre serie di filamenti. Specie di grandi dimensioni. Corpo ovale/arrotondato e di consistenza coriacea. Con sei/nove branchie. Colore bianco latte con macchie bruno/nere rotonde o ovali e distribuite in modo irregolare sul noto e sul piede. Branchie e rinofori bianchi. Gli animali possono perdere alcune parti del margine del noto, quando vengono irritati. Diffusa e comune sui fondi ricchi di spugne, anche in acque profonde e nelle cavità della costa rocciosa. Questa specie si nutre in particolare della spugna Petrosia ficiformis, sulla quale viene comunemente rinvenuta. Periodo di riproduzione: Ottobre. Le uova sono piccole e bianche, agglutinate fra loro, deposte sulla roccia lungo un percorso a spirale.
Hypselodoris valenciennesi
Hypselodoris: Vive su fondali rocciosi, praterie di posidonia, o fondali detritici, dalla superficie fino a 50 metri. Corpo grosso, allungato, a sezione quasi rettangolare, che può raggiungere i 190 mm di lunghezza. Il margine anteriore del piede è bilaminato e il bordo del mantello è spesso ondulato. I 2 rinofori sono a lamelle (22/30 lamelle) oblique. Posteriormente si apre l'orificio del ciuffo branchiale, composto da elementi unipennati. La colorazione di fondo varia dal blu/violetto chiaro al verde chiaro. Il bordo del mantello è giallo vivo. Il corpo è costellato da macchie gialle irregolari che tendono a riunirsi tra loro. I rinofori hanno colorazione uniforme; le branchie sono striate di giallo. La specie è simile a H. webbi, più piccola (max 100 mm) e molto rara, distinta da marcate linee gialle longitudinali. La riproduzione di H. valenciennesi avviene nei mesi estivi quando non è raro trovare due individui in accoppiamento. Le uova, di colore vivace, sono avvolte in cordoni gelatinosi dai bordi testonati aderenti al fondo. Si nutre di spugne del genere Ircinia.
Pteria hirundo
Ala di rondine: Conchiglia grande allungata(fino a 10 cm di lunghezza) obliquamente verso la parte posteriore. Orecchio posteriore della cerniera allungato a becco. Fitte fasce spirali. Si sfalda facilmente. Periostraco peloso sul margine. Colore grigio rossiccio; interno bianco-blu iridescente. Presente su diversi fondi duri; è anche epibionte, in particolare sulle gorgonie. Rara. Si incontra a partire dai 15 m fino ad oltre 100 m di profondità.
Pinna nobilis
Nacchera: E' il bivalve mediterraneo di maggior mole. Questa specie, un tempo molto frequente, è oggi diventata rare in certe zone. Margine posteriore rotondo, arcuato. Valve con circa venti coste radiali provviste di scaglie a forma di canali. Colore bruno corneo con scaglie più chiare(spesso mascherato da organismi epibionti) ; interno rossiccio lucente. Diffusa sui fondi sabbiosi a partire dai tre metri di profondità, in particolare in prossimità delle praterie di posidonia. Tra il mantello e le valve si trova regolarmente il crostaceo decapode Pinnotheres. Questa specie, un tempo abbastanza diffusa, è stata decimata dalla pesca indiscriminata a scopo alimentare, ornamentale e per lo sfruttamento del bisso. Attualmente in fase di recupero, è stata dichiarata specie protetta.
Octopus vulgaris
Polpo: Presenta una testa globulosa ben distinta dal resto del corpo costituito da 8 tentacoli. Ben sviluppati e posti lateralmente sono gli occhi, perfettamente funzionanti. Da uno dei lati sotto l'occhio si vede sporgere un tubo corto, l'imbuto a forma di W. Al centro degli 8 tentacoli muniti di due file di ventose (disposte a zig-zag) si trova la bocca che è provvista di un robusto becco corneo. Nella parte iniziale i tentacoli sono uniti da una membrana. Può raggiungere i 10 km di peso. Alla fine dell'inverno gli animali sessualmente maturi risalgono a bassa profondità per riprodursi. La femmina depone le uova (150.000/400.000) in lunghi cordoni fissati alla volta delle tane e le custodisce per 1/2 mesi. In questo periodo la femmina non si nutre e spesso muore dopo la schiusa. In caso di pericolo il polpo emette una nuvola di inchiostro. Più sovente affida la propria salvezza alla sua eccezionale capacità di cambiare colore.
Crostacei
I crostacei più grandi del Mediterraneo appartengono tutti, con un'unica eccezione (il genere Squilla) all'ordine dei decapodi. Il loro corpo consta del cefalotorace e dell'addome articolato. Nei decapodi brachiuri l'addome rudimentale è situato, ripiegato in avanti, in un solco della parte ventrale del cefalotorace, ma può stendersi sia all'atto dalla muta sia durante la deposizione delle uova. Nei decapodi macruri l'addome porta arti bifidi, remiganti e setolosi, che vengono usati nelle specie più piccole (Gamberi) per il nuoto. L'estremità anteriore del cefalotorace può essere allungata in un rostro. Le cinque paia di arti locomotori del torace non sono bifide come quelle dell'addome e terminano a chela, ad artiglio, oppure a unghia. Anteriormente agli arti locomotori si trovano tre paia di piedi mascellari di costruzione complicata, ciascuno con lobi masticatori, palpi e un flagello setoloso (organo vorticatore per la respirazione). La stessa bocca è provvista di mandibole fortemente dentate e di due paia di mascelle delicate. I decapodi inoltre possiedono, come tutti i crostacei, due paia di antenne; quelle del primo paio sono corte e bifide, quelle del secondo, di solito, più lunghe e semplici. Nei decapodi i sessi sono separati. Le uova vengono fecondate durante l'accoppiamento, che è interno, e sono portate dalle femmine dal momento della deposizione fino alla loro schiusa tra gli arti addominali. Le giovani larve vivono in un primo momento nel plancton e attraversano una serie di stati prima di passare alla vita di fondo. Tutti i decapodi più grandi sono carnivori; si nutrono di prede vive e di organismi morti, e non risparmiano neppure un compagno della propria specie, quando questo, a causa della muta, è provvisoriamente indifeso. Tra le specie più primitive si trovano anche alcuni vorticatori (Porcellana). I decapodi, per la maggior parte, vivono bene in acquario. Sono un gruppo piuttosto eterogeneo, comprendente animali a vita libera, parassiti e forme che vivono attaccate al substrato. Sono caratterizzati, come suggerito dal nome, dalla presenza di un esoscheletro rigido, costituito da materiale organico più o meno calcificato. Questo scheletro esterno, talvolta molto pesante e spesso, non è in grado di accrescersi insieme all'animale e va quindi ciclicamente sostituito attraverso il processo della muta. I crostacei sono generalmente dotati di un capo ben distinto, sul quale si inseriscono due paia di antenne, nel 2° e nel °3 segmento la presenza di 1 paio di mandibole nel 3°segmento, e di un tronco diviso in torace e addome terminante con una furca (nelle specie più primitive) o con un ventaglio di placche appiattite. In alcune specie il capo è fuso con l'addome e protetto dal carapace calcificato; si parla in questo caso di cefalotorace. Sul lato ventrale del corpo si inseriscono molte appendici articolate, utilizzate per la deambulazione, per il nuoto, per la nutrizione, per la respirazione o per la riproduzione. Nonostante le forme più piccole abbiano respirazione cutanea, la maggior parte dei crostacei è dotata di branchie, costituite da espansioni laterali degli arti articolati. I crostacei, che possono vivere da pochi mesi a diversi anni, hanno tipicamente sessi divisi e producono fino a qualche milione di uova, liberate in mare o trattenute dalla femmina fino alla schiusa. Trattandosi di un gruppo molto ampio, i crostacei hanno adottato tutte le diverse strategie alimentari e si possono incontrare in ogni ambiente marino: nei sedimenti, sulle rocce, praterie di Posidonia, in mare aperto, attaccati ad altri animali o sui manufatti immersi dall'uomo. Vivono a qualsiasi profondità: granchi e gamberi di dimensioni eccezionali abitano i fondali abissali degli oceani, mentre i piccoli gamberetti planctonici che formano il krill e sono catturati dalle balene vivono anche in acque superficiali. Le forme più evolute sono rappresentate dai decapodi, che comprendono i gamberi, le aragoste, i granchi e i paguri. I decapodi sono dotati di cinque paia di zampe, tre paia di arti deputati alla manipolazione del cibo, occhi peduncolati e, spesso, di chele potenti. Hanno un cefalotorace robusto e protetto da un carapace mentre l'addome può essere esteso, come nei gamberi, o ripiegato sotto il ventre, come nei granchi. Questi animali hanno solitamente colorazioni mimetiche nei toni del bruno e del rosso, dovute alla presenza di carotenoidi associati a proteine. La denaturazione delle proteine alle alte temperature smaschera la tinta originale dei carotenoidi, solitamente di un rosso vivace.
Scyllarides latus
Magnosa e magnosella: Su fondi rocciosi, da pochi metri sino ad oltre 50 metri, per quanto riguarda la magnosa. Su fondali rocciosi o praterie di Posidonia, i anfratti e grotte, da pochi metri sino a 50 metri per la magnosella. Il corpo tipicamente robusto ed appiattito. Le antenne sono trasformate in palette. La coda è larga. La magnosa ha il margine anteriore delle antenne liscio e il corpo ricoperto da grosse granulazioni a base pelosa. La colorazione è bruno/rossastra con antennule viola e il primo segmento addominale a strie rosse. La magnosella ha il bordo delle antenne seghettato e a 3 carene su carapace. La colorazione è bruno/rossastra con spine biancastre e arti con anelli blu. La riproduzione avviene in primavera per la magnosa e da febbraio ad aprile e da luglio a settembre nel caso della magnosella. Sono entrambe specie minacciate ed in via di estinzione.
Palinurus elephans
Aragosta: Presente su fondali rocciosi da 20 a70 metri di profondità. Specie praticamente inconfondibile per la colorazione e le lunghe antenne che, ripiegate all'indietro, superano di molto l'estremità posteriore del corpo. Il carapace, subcilindrico, è caratterizzato dalla presenza di numerosissime spine. I segmenti dell'addome sono lateralmente aguzzi e finemente dentellati lungo il margine posteriore. La colorazione è rosso/brunastra o violaceo/brunastra. L'addome presenta macchie giallastre. Le zampe hanno linee longitudinali bianche. Molto simile a questa specie è P. mauritanicus che però vice a profondità assai notevoli (160/180 metri) è ha una colorazione rosso/violacea con linee trasversali bianche sulle zampe. Fra l'autunno e la primavera si rinvengono le femmine ovigere. L'accrescimento avviene attraverso il fenomeno della muta. Le aragoste hanno abitudini gragarie. Se avvistate nelle tane non si cerchi di afferrarle per le antenne. Nei mesi invernali gli individui si spostano verso acque più profonde.
Homarus gammarus
Astice: Vive da pochi metri fino ad oltre 50 metri su fondali misti, con sabbia e roccia, e dove siano presenti grotte. Si tratta del più grosso crostaceo del mediterraneo ed è dotato di due chele molto grandi e asimmetriche. La maggiore è usata per spaccare, mentre l'altra denticolata, serve a tranciare le prede. Vicino agli occhi e ai lati del rostro appuntito, si notano due paia di antenne: le prime sono bifide e corte mentre le seconde sono molto lunghe. Il carapace, incavato al centro in senso longitudinale, è liscio con due sole spine dietro gli occhi. La colorazione è nero/bluastra con marmoreggiature gialle sul dorso. Il ventre è giallo. E' una specie territoriale, ma in grado di compiere ampi spostamenti. Vive in tane scavate nel fondo o in spaccature e grotte alla base della scogliera da cui esce di notte un cerca di cibo (molluschi, verme e organismi morti). Si riproduce nei mesi estivi. Le uova sono portate dalle femmine 10/11 mesi.
Maja squinado
Grancevola: Vive su fondali rocciosi o scogliosi ricchi di alghe, da pochi metri sino a 60/70 metri. Presenta un carapace ovoidale molto convesso sia longitudinalmente sia trasversalmente, che può raggiungere i 15/18 cm di larghezza. Il rostro è formato da due spine divergenti. I bordi sono caratterizzati da numerose spine. Il carapace è costellato da tubercoli spinosi su cui si fissano alghe o altri oggetti. Gli arti toracici hanno all'incirca le stesse dimensioni. La colorazione è rossastra o bruno/giallastra con zampe più chiare. Simile a M. squinado è la specie M. criptata che si distingue per il corpo fittamente ricoperto da incrostazioni, per il rostro più lungo e per il carapace più depresso lateralmente. Tra aprile ed agosto è possibile rinvenire le femmine ovigere. Per l'accoppiamento gli esemplari maturi, si radunano in gran numero in acque superficiali. Generalmente notturni, si cibano di invertebrati e organismi morti.
Eriphia verrucosa
Favollo: Vive dalla superficie fino a pochi metri, su fondali rocciosi. Presenta un carapace appiattito e leggermente convesso con bordi laterali anteriori più corti e spinosi di quelli posteriori. Anteriormente il corpo è caratterizzato da tubercoli e setole. Gli occhi sono protetti da orbite ampie e dentellate. Il primo paio di zampe termina con chele robuste e di forma diversa. Tutti gli arti sono setolosi. L'addome del maschio è allungato mentre quello delle femmine è nettamente ovale. La colorazione è violacea con sfumature verdastre sul dorso mentre il ventre è bianco avorio o roseo. Le estremità delle chele sono nere. Raggiunge i 12/13 cm di larghezza. E' un granchi tipicamente di acque superficiali, può uscire per brevi periodi dall'acqua durante le ore meno calde. Le femmine ovigere si osservano da maggio ad agosto a seconda delle zone costiere. Specie detritivora, si nutre soprattutto di resti di animali morti oltre che di molluschi e vermi che caccia prevalentemente di notte.
Dardanus arrosor
Bernardo l'eremita: Questo crostaceo vive su fondali sabbiosi o detritici da pochi metri fino a 100 metri di profondità. Presenta un addome asimmetrico privo di tegumento e nascosto da una conchiglia. La testa è caratterizzata da peduncoli oculari robusti, non molto lunghi e dilatati in punta. La chela sinistra è più sviluppata di quella destra, ma in entrambe la punta è nera o giallastra. Le zampe e le chele sono anteriormente denticolate e munite di peluria. La colorazione varia dal rosso vivo all'arancione. Gli occhi sono bluastri e i peduncoli oculari sono striati in modo alternato di rosso e di bianco. Può raggiungere gli 8 cm di lunghezza. La specie si riproduce tra luglio ed agosto. La larva ha una forma simmetrica. Gradualmente questa forma viene persa e si assiste alla sviluppo dell'addome, asimmetrico e molle, chi il crostaceo deve nascondere in una conchiglia che viene periodicamente sostituita. La particolarità di D. arrosor consiste nel corredare la sua conchiglia di alcuni anemoni urticanti della specie Calliactis parasitica.
Galathea strigosa
Galatea: Vive su fondali rocciosi e ghiaiosi, da 20/30 a 600 metri. Presenta un corpo appiattito dorso-ventralmente con carapace ben calcificato, più lungo che largo. Il rostro è triangolare con 4 denti ai lati. Il primo paio di arti toracici, molto lunghi e grossi, è ricoperto di spine e termina con una lunga pinza. Il quinto paio è più ridotto e sottile. L'addome è ripiegato ventralmente per circa metà. Ciò rende questa specie più affine ai paguri che ad altri crostacei. La colorazione e rosso-brunastra o bruno-arancione con bande blu o violacee. Raggiunge i 15/17 cm di lunghezza. E' possibile rinvenire le femmine ovigere da dicembre ad agosto. La specie è carnivora. Di norme vive in anfratti o di tane scavate nel fondo tra i rizomi della posidonia da cui esce prevalentemente di notte. Se spaventata fugge all'indietro producendo un rumore di nacchere.
Briozoi
Nonostante si contino circa 4000 specie viventi di briozoi (400 nel Mediterraneo), questi animali coloniali e quasi esclusivamente marini rivestono una grande importanza. Oggi, come in passato, i briozoi contribuiscono alla formazione e al consolidamento del substrato grazie al proprio esoscheletro chitinoso spesso infiltrato di carbonato di calcio e, contemporaneamente, possono creare seri problemi quando si accrescono su manufatti sommersi o sulle carene delle navi. Le colonie possono essere molto diverse a seconda delle specie; alcune sono arborescenti, altre erette, altre ancora compatte o incrostanti. Gli elementi della colonia sono piccolissimi (meno di mezzo mm di lunghezza) e sono detti zooidi; ciascuno di essi è costituito da un polipide protetto in una cuticola esterna detta cistide (un involucro chitinoso che può essere anche calcificato). I polipidi hanno un tubo digerente completo a forma di U ed una corona di tentacoli, solitamente circolare, che circonda la bocca e che è detta lofoforo. Possono estroflettersi verso l'esterno per catturare i cibo sospeso nell'acqua oppure ritrarsi nel proprio cistide che si chiude grazie ad un opercolo. La maggior parte delle specie sono ermafrodite; dalle uova fecondate si sviluppano larve planctoniche che, dopo essersi fissate al substrato, metamorfosano e generano le nuove colonie per gemmazione. Alcuni briozoi molto comuni nelle acque del Promontorio di Portofino sono Smittina (Porella) cervicornis (corna di cervo), Pentapora fascialis (corna d'alce), Sertella septentrionalis (trina di mare), Myriapora truncata (falso corallo).
Porella cervicornis
Corna di cervo: Vive su fondali rocciosi e substrati duri scarsamente illuminati, da una profondità da 25/30 metri sino ad oltre 50 metri. Sono colonie più o meno cespugliose e ramificazione molto accentuata. E' distinguibile un corto tronco iniziale dal quale i rami si distanziano rapidamente suddividendosi in maniera dicotomica per quanto irregolare. Il loro aspetto può ricordare delle piccole gorgonie, ma la rigidità della struttura e la ramificazione in più piani dovrebbero rendere impossibile l'equivoco. La parte terminale delle ramificazioni, di sezione subcilindrica od ovale, ricorda le corna di un cervo. I rami al tatto risultano ruvidi per la presenza di moltissime spine. La colorazione è gialla o giallo-bruna. Le conoscenze sulla biologia di questa specie sono oltremodo scarse. Le ovicelle presentano numerosi pori. Osservando da vicino òa colonia è quasi sempre possibile notare il ventaglio dei tentacoli a forma di imbuto. Batteri e fitoplancton rappresentano le principali componenti dell'alimentazione.
Pentapora fascialis
Corna di alce: Vive su fondali rocciosi (precoralligeno e coralligeno) o detritici debolmente illuminati, da 20 a 100 metri. La colonia di forma variabile, ma generalmente eretta con rami appiattiti, più o meno larghi e irregolarmente lobati. Nella parte superiore le ramificazioni hanno una forma abbastanza caratteristica che ricorda le corna delle alci. Nella parte inferiore, invece, esse tendono a fondersi formando una struttura laminare abbastanza compatta compatta ed uniforme. Gli zoidi si trovano si trovano su entrambe le facce delle ramificazioni. In vivo l'animale ha un bellissimo colore rosa-arancione intenso, ma tale colorazione non si conserva e secco. La specie presenta durante tutto l'anno le ovicelle, particolari strutture destinate a incubare l'embrione sino allo sviluppo della larva in inverno e primavera. In queste stagioni, inoltre, la colonia sembrerebbe entrare in fase di crescita più rapida. Osservata da vicino la colonia ha un aspetto peloso a causa dei tentacoli sporgenti dai singoli individui.
Sertella septentrionalis
Trina di mare: E' un aspecie che vive su fondali rocciosi e substrati duri o praterie di Posidonia, da 10/15 metri a oltre 50 metri. E' una specie caratteristica e inconfondibile per il suo aspetto che ricorda un merletto inamidato. La colonia è costituita da espansioni laminari erette e ondulate a margini sinuosi che si dipartano da un corto peduncolo. La superficie basale è attraversata da suture ispessite. Le lamine sono fittamente perforate da fenestrazioni ellittiche, più lunghe che larghe. I singoli zoidi sono disposti su una sola faccia dalla colonia, in particolare su quella interna. Il colore delle colonie vive è rosa salmone, ma svanisce con la morte degli animali. La colonia è un organismo incrostante e calcificato, è tuttavia fragile e soggetto a rompersi facilmente se urtato. Le parti più vecchie della colonia sono distinte dalla presenza di zoidi specializzati, a forma di becco d'uccello, detti avicularie. Si osservano embrioni in incubazione nei mesi autunnali e invernali.
Myriapora truncata
Falso corallo: E' presente su fondali rocciosi debolmente illuminati, in anfratti e grotte, da pochi metri sino a oltre 100 metri. Colonia arborescente molto caratteristica e nettamente ramificata in maniera dicotomica in tutte le direzioni. I rami, a sezione circolare, sono robusti e tozzi e le loro estremità, più larghe, sembrano troncate di netto. Spesso è distinguibile un corto e tozzo tronco che si fissa al substrato. Osservati da vicino i rami appaiono costellati di minuti pori corrispondenti alle aperture degli zoidi. La colorazione varia dal rosso più o meno brillante all'arancione che svanisce rapidamente fuori dall'acqua. Le uova sono presenti tutto l'anno, mentre embrioni e larve sono stati osservati in febbraio e marzo. Il falso corallo costituisce uno degli organismi più tipici dei fondali rocciosi meno illuminati. La forma e il suo colore fanno si che molti lo scambino per il corallo rosso anche se il briozoo si ramifica dicotomicamente e ho i polipi di colore uguale allo scheletro.
In arrivo anche tutto il resto della Flora e della Fauna del Mediterraneo.